Mozarabi.








Successivamente all'invasione e alla conquista musulmana, molte delle famiglie dell'aristocrazia visigota preferirono convertirsi all'Islam per evitare di perdere le loro posizioni di potere e cercarono opportunisticamente di reinserirsi nell'organizzazione del nuovo stato. Vasti strati della popolazione, al contrario, preferirono continuare a professare la loro antica religione anche se questa scelta comportava l'immediata declassificazione alla categoria dei dimmi (cristiani ed ebrei), cioè coloro che professano le religioni del Libro a cui il Corano garantisce la libertà personale e di fede, mediante il pagamento di una tassa sulla persona chiamata Jzira e un'altra sulla proprietà denominata jarach
I dimmi non godevano degli stessi diritti dei musulmani, ma pur potendo mantenere (con molte limitazioni) il loro credo, erano a tutti gli effetti dei cittadini di seconda classe, subordinati a quelli di fede islamica.
Nella parte musulmana della Spagna dunque, alle tre categorie di persone di cui abbiamo già parlato in un precedente post, se ne aggiungeva un'altra quella dei mozarabi.
La parola mozarabo venne coniata dai cristiani dei regni del nord per indicare tutti quei correligionari che pur non avendo rinnegato il Cristo, vivevano nel territorio musulmano e avevano adottato la lingua e lo stile di vita degli arabi; mezzi arabi appunto.
E' necessario sottolineare il fatto che almeno fino al X° sec. in Spagna i cristiani continueranno a costituire la maggioranza della popolazione e contrariamente a quanto era accaduto alle tribù berbere del Magreb e ai cristiani maroniti e monofisiti di Siria ed Egitto che accolsero gli arabi come liberatori e ben presto ne abbracciarono la fede, in Spagna questa apostasia di massa non si verificò. Gli abitanti della penisola iberica non poterono evitare l'assoggettamento, ma il loro rifiuto alla conversione fu ostinato. I nuovi convertiti di Siria ed Egitto furono determinanti nella conquista della Persia e i berberi in quella del Magreb e dell'Iberia, ma in Spagna questo flusso di nuove reclute si arrestò e i musulmani si accorsero di non disporre di forze sufficienti per proseguire nell'avanzata verso la Francia e l'Europa centrale. Dovettero quindi rivedere i loro progetti di espansione e organizzare le strutture di uno stato che dominavano sì militarmente, ma che era composto in modo preponderante da genti non musulmane. Una sfida del tutto inedita per loro.

Si è più volte parlato, anche in questo blog, della tendenza di molti studiosi più o meno contemporanei a descrivere la Spagna musulmana come un paese della concordia, multiculturale e aperto alle influenze, ma ciò, come abbiamo già sottolineato, non corrisponde alla vera realtà dei fatti. Ci occuperemo prossimamente di descrivere nel dettaglio la situazione della coexistencia delle tre grandi religioni monoteiste sul suolo spagnolo, ma possiamo anticipare che questa non fu affatto facile come molti romantici vorrebbero farci credere.  

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