Quali fattori favorirono la conquista musulmana della Spagna?




Abbiamo già avuto modo di illustrare (vedi: 711 d.C. L'invasione musulmana della Spagna) le fasi della conquista musulmana della Spagna spiegando come sia difficoltoso riuscire a districarsi nell’intreccio che avvolge la realtà e la leggenda. In questa occasione cercheremo rapidamente di ragionare sui fattori sia sociali sia religiosi che in misura diversa, ma comunque determinante, hanno favorito la disgregazione del regno visigoto e l’installarsi del potere dei nuovi conquistatori islamici.
Per rispondere a questa domanda è necessario tenere ben presente quali erano le strategie usate dai musulmani per assicurarsi il mantenimento di un potere stabile nei territori di recente conquista. Gli arabi che si mossero dal deserto alla conquista degli imperi bizantino e persiano, erano ben consapevoli che il loro esiguo numero in rapporto a quello delle popolazioni sottomesse, non gli avrebbe consentito di controllare efficacemente un territorio che si andava facendo sempre più vasto e variegato. I califfi che si succedettero e i loro emissari, erano propensi a cercare un utile compromesso con i nobili locali che garantisse un benefico vantaggio ad entrambi. Le classi dominanti sottomesse, venivano invitate a convertirsi all’islam e fare formale atto di sottomissione ai dominatori musulmani in cambio del mantenimento delle loro prerogative e dei loro privilegi. La conversione, inoltre, garantiva anche la possibilità di entrare a pieno titolo nella comunità dei credenti e di accedere senza restrizioni di sorta alle cariche pubbliche e ai privilegi riservati ai componenti della Umma; condizione infinitamente migliore rispetto a quella di subalternità economica e sociale riservata ai dhimmi
Questo sistema che aveva efficacemente funzionato in Oriente, fu utilizzato con altrettanto successo anche in Spagna sia prima sia successivamente alla conquista. Gli invasori si accordarono con alcuni clan visigoti che non esitarono a schierarsi dalla parte dei musulmani, tradendo apertamente il loro popolo e il loro stato, in cambio di concessioni e vantaggi. Abbiamo già riferito delle fratture e delle rivalità interne al regno visigoto, ma non possiamo tralasciare un altro importante fattore disgregante, quello religioso. I Visigoti si convertirono al cristianesimo abbracciando l'eresia ariana e solo successivamente, a seguito della conversione del re Recaredo nel 589, cominciarono a professarsi cattolici. Sarebbe erroneo affermare che dopo questa conversione ogni retaggio dell'arianesimo scomparve improvvisamente. Nella realtà il credo ariano si mantenne con le sue strutture ed un numeroso seguito fino alla conquista araba.
Questo è un elemento, spesso sottovalutato, che a mio parere è invece di importanza chiave poiché l'arianesimo, negando la natura divina di Cristo, dimostra di avere numerose affinità con l'Islam. Possiamo quindi affermare che furono principalmente due i fattori che hanno favorito la vittoria musulmana: l'ambizione di alcune famiglie visigote, unita al timore di perdere i loro domini in caso di una vittoria degli invasori arabi e berberi e una differenza nella dottrina religiosa che, paradossalmente, creava una frattura nel seno dei visigoti e la comunanza di alcuni gruppi rimasti fedeli al credo ariano, con i nuovi arrivati.
Nelle leggenda si fa esplicito riferimento al tradimento del clan dei Witiza, ma vi furono altri importanti esempi che dimostrano questa tendenza. Il caso più famoso è sicuramente quello del clan dei Casio che islamizzandosi presero il nome di Banu Qasi. Questo clan riuscì a conservare i suoi possedimenti nei dintorni di Tudela per circa due secoli dopo la conquista musulmana.
Altra figura emblematica è quella già citata del vescovo (ariano) Oppa che in accordo con i musulmani, si recò presso Pelayo a Covadonga per cercare di farlo desistere dal suo proposito di resistenza armata.

Come abbiamo detto le fonti attendibili di questa fase storica sono molto scarse, ma gli elementi che possono essere estrapolati dalla leggenda sono comunque in grado di fornirci un quadro verosimile che dipinge una realtà fatta di tradimenti, opportunistiche scelte di campo e convergenze religiose che hanno reso meno traumatica la conversione e il conseguente inserimento nel nuovo ordine statale anche per alcuni dei vecchi dominatori della Hispania visigota.

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